Da piccola adoravo letteralmente Gianni Rodari.
Divoravo i libri, ma lui, insieme ad altri, mi hanno insegnato ad adorare la lettura.
Con la scusa del nippi che sta crescendo, con il fatto che sono diventata materna,
roba da non credersi, lo so, e non ha a che fare con le cazzate del'orologio biologico, e' nata dentro questa consapevolezza che neppure sapevo di avere
oggi ho comprato dei libri che mi hanno accompagnata quando ero bambina.
Per regalarli ad Andrea, per il mio ipotetico figlio, che adesso e' solo tutto nella mia testa, ma mi parla, la sua voce si fa sempre piu' chiara e vuole la mia attenzione. Io voglio dargli attenzione.
Ne sono terrorizzata, non credete.
Comunque oggi ho ritrovato questi libri di Rodari, li ho comprati, un po' perche' sono una gran nostalgica, un po' perche' erano davvero fantastici come li ricordavo.
Quello che vi posto e' tratto dal racconto La bora e il ragioniere. Semplice e profondo.
E lo dedico a mio figlio.
Ci vediamo, gamberetto.
Portato via dalla bora? Ma fate il piacere. Ditemi che un asino ha volato, piuttosto, e ci credero'.
- Rifacciamo l'esperimento - proponeva il ragioniere. - Vi mostrero' com'e' accaduto.
Quando la sua signora gli propose, invece, di farsi visitare da un dottore, decise di non insistere piu' per essere creduto.
- Pazienza, - si disse. - Peggio per loro. Sara' il mio segreto.
E lo e' ancora. Ogni volta che arriva la bora, Francesco Giuseppe fa cosi': lascia passare un giorno o due senza far nulla di strano, perche' nessuno si insospettisca, poi chiede un pomeriggio di permesso, va sulle colline e vola.
E per volare, ecco come fa: si riempie le tasche di sassi, si lega una fune alla vita e attacca la fune a un albero: poi getta pian piano la zavorra e si solleva, si innalza fin dove la fune glielo permette, e rimane lassu' tutto il tempo che gli piace, se la bora non cessa. Che fa lassu'?
Si guarda intorno, si diverte a incuriosire gli uccelli, qualce volta apre un libro e legge. Di preferenza le poesie di Umberto Saba, un grande poeta triestino morto pochi anni or sono. Forse la cosa vi stupira', ma non dovrebbe. Perche' un ragioniere non dovrebbe amare le poesie? Perche' un uomo comune, uguale a tanti altri, non dovrebbe avere un suo prezioso segreto?
Non giudicate mai gli uomini dal loro aspetto, dalla loro professione, dallo stato della loro giacca. Ogni uomo puo' fare cose strordinarie: molti non le fanno soltanto perche' non sanno di poterle fare, o perche' non sanno liberarsi in tempo del loro mattone.